LOBBY: curiosando tra le mura della Bartlett

Sfogliando le pagine di Lobby ci si inoltra virtualmente tra stanze e corridoi della Wates’ house,
storica sede della Bartlett University, scoprendone segreti, aneddoti e personaggi della prestigiosa
facoltà di Architettura londinese.

Lobby prende l’edificio e lo smaterializza attraverso la carta stampata”. [1]
Lobby è la neonata rivista studentesca della Bartlett School of Architecture, che attraverso un
ricercato lavoro editoriale porta in auge, seppur a volte in maniera un po’ troppo autoreferenziale,
l’importanza della ‘costruzione’ di un pensiero critico come elemento fondamentale nel percorso
educativo universitario.
Lobby si articola in maniera “architettonica” attraverso sei “stanze”: Library, Lift, Staircase,
Exhibition, Critic Room e Seminar Room, più un settimo inserto contenente Toilet, la sezione ‘in
cui si può parlare di ciò che altrimenti rimarrebbe non detto‘.

La dichiarazione di intenti di Regner Ramos, editor in chief, illustra nelle prime pagine il senso di
questo nuovo progetto editoriale e il tema che ne caratterizza la sua prima uscita: Un/spectacle,
tema quanto mai azzeccato in un mondo dell’architettura che tra, archi-star/starlette, diventa sempre
più patinato e meno propenso ad un’attenta analisi .
La ricerca del team editoriale di Ramos va ben oltre mere questioni formali. L’originalità del suo
format consente agilmente e senza mai banalizzare, fatta eccezione per l’intervista all’enfant prodige
Bjarke Ingels e la sua ‘spettacolare’ scalata all’Olimpo dell’architettura internazionale, di studiare il
tema con un taglio decisamente didattico, il quale rappresenta il valore aggiunto del progetto.
Sfogliando Lobby si scopre anche come i due termini non siano necessariamente in antitesi, ma che
spesso uno celi la presenza dell’altro. Lo racconta Thomas Bernard Kenniff in District of
Unespectacles in cui descrive le vicende del progetto del Quartier de Spectacle a Montreal,
iniziativa di rigenerazione urbana mirata allo sviluppo della città come nuova capitale della cultura,
che però, come spesso accade, sembra non aver tenuto in considerazione la lunga lista di
‘unaspectacle conflicts’ tra cui la gestione degli spazi pubblici, residenziali e delle ripercussioni sulla
micro economia del quartiere.
La sottile linea di demarcazione tra Un/Spectacle diventa quanto mai sfocata nella ‘Seminar Room’
che ripubblica l’intervista a Arno Brandhubert da Muck Petzet e Florian Heilmeyer contenuta
originariamente nel catalogo del padiglione tedesco alla Biennale di Architettura di Venezia 2012
Reduce, Reuse, Recycle.
Il progetto Antivilla a Krampnitz diventa lo spunto per quattro letture differenti sul tema a firma di
Kieran Mahon,Freya Wigzell, Tim Normann e Danielle Hewitt. La terza sezione di ‘Seminar Room’
si articola attorno la trascrizione della discussione che mette a confronto idee, opinioni e critiche dei
quattro autori attraverso un acceso confronto che sviscera i temi del riuso, il ‘passaggio del tempo’
sugli edifici, la percezione ne che abbiamo e come questi elementi definiscano i campi dello
spettacolare e non.

Qualsiasi studente di architettura non può che sentire un naturale sentimento di timore nello
sfogliare la sezione Critical Room, in cui si rivelano i risultati di una selezioni di progetti realizzata
all’interno dell’università tra i migliori lavori del 2013.
A presiedere la Critical section sono stati chiamati DeaWha Kang, architetto dello studio Zaha
Hadid Architects e Luke Pearson teacher fellow alla Bartlett.
Se l’idealismo fosse la forza creativa, allora il realismo sarebbe la struttura critica che lo ancora
ad esso. Loro non sono forze contrapposte ma anzi complementari” scrive Mrinal S. Rammohan nel
suo racconto breve che trova spazio nell’opuscolo, illustrato da Nick Elias,The Toilets. Un ironico
racconto che chiude il percorso di riflessione imbastito e manovrato con maestria dai suoi curatori.

In attesa di sfogliare il prossimo numero il 27 marzo, anticipazioni di Regner Ramos rivelano il tema della
prossima edizione invernale della rivista: Clairvoyance.
[chiaroveggenza (anche fig.): cela n’échappe
pas à sa —, ciò non sfugge alla sua perspicacia. ] Garzanti Linguistica

http://www.bartlettlobby.com/
1. pag.11 Lobby concept

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