13th Venice Biennale

REPORTS from the 13th Venice Biennale for the daily tabloid Il Giornale dell’Architettura in collaboration with The Architect’s Newspaper

Japanese new beginnings

“Buonasera”. Toyo Ito, curator of the pavilion, opens his speech by demonstrating his knowledge of Italian, and with not a bad accent either. It is impossibile not to be interested in this event thanks to an intriguing installation that has attracted a large number of curious visitors to the ‘giardini’. In his speech, Ito turned the discussion to focus people’s attention on the architectural experiments being undertaken following the earthquake disaster that hit Japan last year, especially in the area of shared living facilities.
Stocking up at the buffet is recommended before facing the long queue to get in to the exhibition. The wait to see the collection of models is well worth it though.

«Buonasera!». Così Toyo Ito sfodera le sue conoscenze d’italiano e con un simpatico accento inizia il discorso all’opening del padiglione che lo vede curatore. Impossibile non essere incuriositi dall’evento, grazie a un potente altavoce istallato per l’occasione che ha richiamato un gran numero di accaldati visitatori dei giardini. Nel suo discorso Ito ha ribadito l’importanza di vedere il disastroso terremoto che ha colpito il Giappone come occasione di sperimentazione, specialmente sulla progettazione di spazi di condivisione. Indispensabile rifornirsi al buffet prima di affrontare la lunga fila per accedere all’esibizione. L’attesa è però ampiamente premiata da una raffinata rassegna di modellini e fotografie.

Chilean slides

The pavilion is the perfect setting for aperitif time. The Ambassador’s presentation, entirely in Spanish, immediately created a South American atmosphere. Walking on an expanse of salt, Alejandro Aravena talks about how his project for a park in Santiago, characterised by long slides exploiting the slope of the “cerro”, was tested by the harshest of critics, his children. He also recommends seeing German Del Sol’s spa project, as if to underline the indissoluble ties between old and new generations of Chilean architects.

Il padiglione diventa cornice perfetta per l’ora dell’aperitivo. Grazie alla presentazione rigorosamente in spagnolo dell’ambasciatore si entra subito nell’atmosfera sudamericana. Camminando su una distesa di sale, Alejandro Aravena racconta come il suo progetto per un parco a Santiago, caratterizzato da lunghi scivoli che sfruttano la pendenza del «cerro», sia stato testato dai critici più severi, i suoi figli. Consiglia inoltre di non perdersi il progetto delle terme di German El Sol, quasi a sottolineare il legame indissolubile tra vecchie e nuove generazioni di architetti cileni.

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